Con la recensione di oggi vi parlo del primo libro della serie Bridgerton, Il duca e io.

Titolo: Il duca e io
Serie: Bridgerton 1
Autrice: Julia Quinn
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 1 settembre 2020
Pagine: 366
Trama
Londra, 1813. Simon Basset, duca di Hastings, è perseguitato da madri di fanciulle da marito impegnate a combinare matrimoni, possibilmente quello della loro prole con lui. Anche la madre di Daphne Bridgerton è indaffaratissima per trovare lo sposo perfetto alla sua figliola. Assillati ciascuno a suo modo dalle ferree leggi del “mercato matrimoniale”, Simon e Daphne escogitano un piano: si fingeranno fidanzati e così saranno lasciati finalmente in pace. Non immaginano che la passione possa scoppiare davvero.
Il duca e io (Bridgerton) – Recensione
Daphne e Simon infatti decidono di fingere di corteggiarsi. Lei spera che le attenzioni di un duca la rendano desiderabile, visto che gli uomini l’hanno sempre considerata una buona amica e nient’altro. Lui non ha nessuna intenzione di sposarsi e vuole scoraggiare le ragazze in età da marito e le loro terribili madri, che da quando è tornato in Inghilterra non gli danno tregua. Ovviamente la finzione non durerà a lungo.
Ho iniziato la lettura insieme alle prime tre puntate della serie televisiva e in un primo momento questo l’ha penalizzata un po’. Nella serie infatti viene dato molto spazio ai personaggi secondari mentre il libro si concentra quasi totalmente su Daphne e Simon. Questa mancanza di coralità mi ha fatto sembrare i primi capitoli meno vivaci. Tuttavia in seguito ci sono alcune scene con la famiglia Bridgerton al completo che sono state tra le mie preferite.
Ho invece apprezzato molto di più i personaggi: Daphne non è il diamante della Stagione ma una ragazza come tante, l’ho trovata più umana e di conseguenza più simpatica. Conserva la sua sagacia e la battuta sempre pronta, caratteristiche che apprezzo sempre. Viene da una famiglia molto unita e affettuosa, vuole sposarsi per amore o almeno con qualcuno per cui possa provare stima e affetto. Sa quello che vuole ed è molto determinata, decisamente non un’eroina svenevole e piagnucolosa.
Antony, che nelle prime puntate della serie è insopportabile, qui è il fratello maggiore perfetto, legatissimo alla famiglia e sempre di supporto per i fratelli minori. Mi ha incuriosito fin da subito, tanto che ho iniziato il suo libro appena finito questo e l’ho quasi terminato. Bellissimo, ancora più di questo.
Veniamo a Simon, il personaggio più complesso e sfaccettato. Il primo capitolo è dedicato alla sua infanzia, segnata dal rifiuto del padre che non lo considera all’altezza di ereditare il titolo di duca a causa della balbuzie. Reagisce impostando la sua vita secondo un solo principio: fare l’opposto di quello che farebbe lui. Continua ad essere condizionato dal padre anche dopo la sua morte e questo avrà molte ripercussioni sul rapporto con Daphne. E’ molto controllato, quasi freddo, ma con Daphne inizia ad aprirsi, nonostante lotti costantemente contro i sentimenti che stanno nascendo tra di loro perché sa di non poterle dare quello che desidera. Prova ad allontanarla ma non ha fatto i conti con la sua determinazione. Vederlo lottare con le sue paure e vincerle mi ha emozionata molto, è davvero un personaggio ben scritto.
Un’altra cosa che mi è piaciuta molto è lo stile dell’autrice. Ha un vero talento per i dialoghi, dove è sempre presente una buona dose di ironia che io apprezzo sempre. Approvo anche la scelta di iniziare ogni capitolo con un pezzo di Lady Whistledown, la sua perfidia è deliziosa, non vedo l’ora di vedere svelata la sua identità.
Due parole ancora sulla scena più controversa, cercherò di non fare spoiler. Personalmente non amo gli espedienti di questo tipo e l’ho trovata davvero fastidiosa. Questo però non ha cambiato la mia opinione complessiva sul romanzo che mi è piaciuto davvero molto. Posso infatti capire che nel periodo storico in cui è ambientato il romanzo, il 1813, non c’era nessuna sensibilità sul tema e ho paura che non ce ne fosse molta neanche quando è stato scritto, parecchi anni fa, credo inizio anni 2000.
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