Il visconte che mi amava, Julia Quinn (Bridgerton #2): recensione libro

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Il visconte che mi amava è il secondo libro dei Bridgerton, con protagonista Anthony, il figlio maggiore.

Copertina del libro Il visconte che mi amava, Bridgerton 2

Titolo: Il visconte che mi amava

Serie: Bridgerton 2

Autrice: Julia Quinn

Casa editrice: Mondadori

Data di pubblicazione: 1 settembre 2020

Pagine: 345

Trama

La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell’alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle.

Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano. In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata “lo Splendore”.

Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l’approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una “zitella ficcanaso” che non ha la minima intenzione di affidare l’angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere.

Il visconte che mi amava – Recensione

Quando si pensa ad Anthony Bridgerton si associa immediatamente l’immagine del libertino. Invece il visconte ha deciso di sposarsi. Non si tratta di una scelta dettata dai sentimenti ma collegata alla sua più grande paura. Quando a diciotto anni ha dovuto affrontare la morte prematura del padre, si è convinto di non poter superare in nessun campo un uomo che ha amato molto e che è stato il suo modello di vita. Nemmeno per quanto riguarda l’età. Il padre è morto a trentotto anni, Anthony ne ha ventinove e si sente già come se avesse i giorni contati. Decide quindi di sposarsi per avere un erede al quale tramandare il viscontado. Più romantico di così si muore.

Ha già trovato la candidata ideale, scelta esclusivamente perché in possesso delle caratteristiche della moglie perfetta. Edwina Sheffield però si sposerà solo con uomo approvato da sua sorella maggiore Kate. La stessa donna che lo considera solo un libertino e che per questo non ha nessuna intenzione di lasciargli sposare la sorella, a cui è certa che spezzerà il cuore. Anthony le proverà tutte per ingraziarsela, finendo per passare molto tempo insieme a lei e scoprire che forse sta corteggiando la signorina Sheffield sbagliata.

Anthony nonostante la fissa per la morte incombente è una persona solare, appena un filo arrogante che non guasta mai e spiritosa, soprattutto quando e circondato dai fratelli, che in questo secondo libro sono più presenti e regalano delle scene fantastiche e molto divertenti. La mia voglia di conoscerli meglio è cresciuta ancora. Prende molto sul serio il suo ruolo di capofamiglia, lo vede come un modo per onorare la memoria del padre, ed è questo che lo spinge a sposarsi anche se fermamente intenzionato a non innamorarsi della moglie. Trovare la felicità gli renderebbe la prospettiva della morte insopportabile. Apprezzo veramente molto la capacità di Julia Quinn di dare vita a personaggi maschili reali, non solo forti e coraggiosi ma con le loro piccole e grandi debolezze, imperfetti e proprio per questo ancora più vividi. Ho notato questa caratterizzazione già in Simon e sono stata davvero contenta di rivederla anche in Anthony.

Kate non è una bellezza tradizionale e ha sempre patito il confronto con la splendida sorella minore, dal quale esce immancabilmente perdente. Ha modi troppo diretti e decisi, non è arrendevole e dice sempre ciò che pensa, fregandosene delle convenzioni e delle buone maniere. Ha passato i vent’anni e si sta rassegnando a un destino da zitella, anche se vorrebbe trovare marito non ci spera più. Affronta la sua più grande paura uscendone vincente e spingerà Anthony a fare altrettanto. Con lei zero piagnistei, mi è davvero piaciuta.

Quando incontra Anthony è odio a prima vista ma quando avrà modo di conoscerlo meglio capirà di aver sbagliato a giudicarlo (e viceversa). Lentamente passano dall’urtarsi i nervi a vicenda a un livello sempre più intimo di confidenza e niente, io amo questa dinamica quando ben sfruttata e trovo che sia un altro degli infiniti punti di forza di questo romanzo.

Sempre caratterizzata molto bene e lontana da ogni cliché è Edwina. Lei è quella bellissima che cattura tutte le attenzioni e via dicendo ma non c’è gelosia nel suo rapporto con Kate, solo tanto affetto e sostegno reciproco. Ancora punti per Julia Quinn, per non averle messe l’una contro l’altra come nel peggior stereotipo della rivalità femminile.

Special guest star: Newton, il corgi cicciottello e pasticcione di Kate, una piccola calamità naturale. Ho un debole per gli animaletti buffi e i corgi sono gli animaletti buffi per eccellenza. Se non avessi già dato il punteggio pieno lo avrei dato già solo per lui.

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