Al freddo con te, Kiki Clark

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Beau è timido, maldestro e insicuro del suo aspetto fisico. Per questo motivo si accontenta della relazione mediocre con Denny, convinto di non poter avere niente di meglio.

Dopo aver sorpreso il suo fidanzato con un altro parte per raggiungere la baita del padre ma viene bloccato da una tempesta di neve. Mentre si rassegna a morire congelato nella sua auto, incontra Cooper. Decide, contro ogni logica e buonsenso, di chiedergli ospitalità finché le strade non saranno di nuovo libere.

«Ti andrebbe bene se rimanessi qui fino a quando la tempesta non si sarà calmata? Poi mi toglierò dai piedi.» «Ehm…» Come poteva rispondergli? Chi aveva mai chiesto una cosa del genere a uno sconosciuto? E se lui fosse stato un assassino con un’ascia? Quel dolce e fiducioso ragazzo sarebbe morto ancora prima che la neve avesse cessato di cadere.

Tutto questo passaggio non è il massimo per la sospensione dell’incredulità, ma per fortuna Cooper non è un serial killer, solo un ragazzo introverso e di poche parole. Dopo una serie di relazioni fallimentari non vuole più impegnarsi con nessuno.

Avrebbe scommesso la sua baita e tutto il terreno su cui si trovava che Beau non era tipo da una sola notte. Però una notte era tutto quello che lui aveva da offrire a chiunque.

Il problema di questo libro è la brevità. In un centinaio di pagine Beau e Cooper si incontrano, imparano a conoscersi e alla fine decidono che vale la pena stravolgere le loro vite per stare insieme.

I due protagonisti sarebbero potuti essere interessanti ma il loro carattere non viene approfondito, così come il loro background.

Anche al loro rapporto non viene dedicato il giusto spazio: dopo poche pagine i due protagonisti hanno già superato la (poca) diffidenza iniziale, senza essersi scambiati che poche frasi di circostanza.

Da questo punto in poi la storia mette il turbo e nonostante il poco tempo passato insieme sviluppano un sentimento fortissimo che però non viene supportato dai fatti.

Molti momenti dove approfondiscono il loro rapporto non vengono mostrati ma solo riassunti, infatti questa lettura non è riuscita a regalarmi molte emozioni.

Anche se questa storia non mi ha fatto impazzire, ho apprezzato la bravura dell’autrice nello scrivere le scene spicy, che ho trovato davvero molto coinvolgenti.

Ho provato anche tanta simpatia per Trucker, il pastore tedesco di Cooper, un cucciolone affettuoso, adorabile e molto perspicace.

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